
Ma veniamo al fatto nuovo di questo pomeriggio. Di fronte alla mia casa, a un tiro di schioppo sotto due enormi secolari olmi, c'è un casolare disabitato da un anno, da quando il proprietario, un barbuto e intrattabile pittore tedesco, lo lasciò per andare a morire in qualche remota India. È quasi identico al mio, solo che è dipinto di un azzurro slavato, e ovviamente l'erba che lo circonda è alta. Stamattina è arrivato un grosso fuoristrada nero, uno di quei mostri con cui gli Esploratori do Ingorghi intasano inutilmente il traffico. Le ruote poderose hanno disperso nuvole di foglie gialle, il rumore ha fatto volare via merli e cornacchie.
Sono
scese
tre
persone.
Una è
proprietario
della
casa,
un
mercante
come
quello
della
leggenda,
un
omaccio
dal
volto
suino
e dai
modi
barbari.
Concitatamente
gesticolava,
certo
narrando
le
delizie
della
sua
proprietà,
a una
coppia.
Un
Lui
vestito
di un
giaccone
di
pelle,
apparentemente
sui
quarant'anni,
capelli
lunghi
e un
ciuffo
nero
sulla
fronte.
Una
Lei
con
lunghissima
chioma
bionda,
snella,
da
lontano
bellissima.
Da
lontano
bellissima.
Cosa
si
annida
in
queste
tre
parole?
Avrò
dei
vicini?
Saranno
solitari
come
me,
ci
saluteremo
appena
o
incendieranno
la
mia
quiete?
Ombra
è già
andato
a
conoscerli
dimenando
la
grossa
coda,
con
cui
gaiamente
ribalta
gli
oggetti
di
casa.
Lei
lo ha
subito
accarezzato.
Ma veniamo al fatto nuovo di questo pomeriggio. Di fronte alla mia casa, a un tiro di schioppo sotto due enormi secolari olmi, c'è un casolare disabitato da un anno, da quando il proprietario, un barbuto e intrattabile pittore tedesco, lo lasciò per andare a morire in qualche remota India. È quasi identico al mio, solo che è dipinto di un azzurro slavato, e ovviamente l'erba che lo circonda è alta. Stamattina è arrivato un grosso fuoristrada nero, uno di quei mostri con cui gli Esploratori do Ingorghi intasano inutilmente il traffico. Le ruote poderose hanno disperso nuvole di foglie gialle, il rumore ha fatto volare via merli e cornacchie.